Monti

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  • Istat, D’Antoni: “Serve nuovo patto sociale, Monti ha raccolto sfida”

    “I dati diffusi oggi dall’Istat sui salari mettono in evidenza la assoluta urgenza di aprire una nuova stagione di dialogo concertato tra governo e parti sociali. Una sfida che il governo Monti non ha saputo cogliere”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, componente della segreteria nazionale del Pd.

  • Crisi, D’Antoni: “Con Prodi era a 35 e Tremonti gridava scandalo”

    “All’onorevole Berlusconi e alle sue allucinate dichiarazioni odierne sullo spread, vorremmo rispondere con le parole di Giulio Tremonti, che in una intervista a Repubblica del 13 gennaio 2008 gridava allo scandalo e incolpava il governo Prodi di averlo a suo dire ‘all’impressionante record’ di 35 punti base”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, membro della segreteria Pd ed ex viceministro allo sviluppo di quell’esecutivo.

  • Fisco, D’Antoni: “Bene Monti, ora confronto con parti sociali”

    “Una buona notizia, che puo’ e deve dare frutti concreti solo in un contesto pienamente concertativo. Il governo passi dalle parole ai fatti e si impegni a riallacciare il filo del dialogo sociale, coinvolgendo da subito il mondo del lavoro e delle imprese nella definizione di un nuovo patto fiscale a tutela delle realta’ piu’ deboli”. Sergio D’Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e membro della segreteria nazionale del Pd, commenta con queste parole le dichiarazioni di Mario Monti circa la possibile apertura di un percorso per ridurre il carico fiscale.

  • La falsa polemica sul Monti-bis

    È una contesa infruttuosa quella che da giorni sembra contrapporre i sostenitori del “Monti bis” al ritorno delle normali dinamiche della democrazia dell’alternanza. Una falsa polemica, perché ipotizza una dicotomia inesistente tra due impostazioni del tutto complementari. Da una parte l’esigenza di confermare la linea del rigore assicurata dall’indiscusso prestigio dell’attuale presidente del Consiglio. Dall’altra, l’urgenza di declinare questa azione di rigore all’interno di una visione pienamente politica, che nella prossima legislatura dovrà necessariamente essere orientata alla coesione e al lavoro. È proprio dall’incontro di queste due priorità che si individua il campo di intervento del prossimo esecutivo.

  • Lavoro, D’Antoni: “Non strumentalizzare frasi Monti”

    “Probabilmente non e’ stata la piu’ felice delle sue uscite, ma strumentalizzare la frase di Monti sullo Statuto dei lavoratori e’ sbagliato. Scatenare una rissa ideologica su una dichiarazione decontestualizzata e’ la cosa peggiore che possiamo fare”. Lo afferma Sergio D’Antoni, membro della segreteria nazionale del Pd.

  • Sud, D’Antoni: “Ok Monti, ora banca Euromed e credito imposta investimenti”

    “Molto apprezzabili le parole del presidente Monti sulla necessita’ di rilanciare il protagonismo del Mezzogiorno nella integrazione economica e sociale euromediterranea. A tal proposito occorre operare in sede europea per dare concretezza al progetto, fortemente voluto dai paesi della sponda Sud, della banca euromediterranea per gli investimenti. L’idea, formalizzata in una mozione bipartisan approvata dal parlamento nel 2010, e’ quella di una filiale della Banca europea degli investimenti chiamata specificamente a finanziare piccole e medie imprese e piani infrastrutturali nelle zone deboli del bacino meridionale del mare nostrum”.

  • Crisi, D’Antoni: “Ok Monti su parti sociali, ora concertazione”

    “Parole importanti quelle rivolte da Monti alle parti sociali, che pero’ devono subito tradursi in comportamenti coerenti da parte dello stesso governo. Il metodo del riformismo partecipato e’ il solo in grado di garantire crescita attraverso provvedimenti efficaci, equi e duraturi. Che Monti gradisca o no il termine, questa strada si chiama concertazione”. L afferma Sergio D’Antoni, deputato Pd e membro della segreteria nazioonale del partito.

  • La concertazione? Salvò il paese dal baratro

    Una pessima ricostruzione storica. Una critica sbagliata e smentita dalle esperienze di altre grandi nazioni europee. Un attacco gratuito, che rischia solo di allargare il solco tra governo e il corpo sociale. Le parole di Mario Monti sulla concertazione, “origine di tutti i mali contro cui lotta l’Italia”, evocano un pregiudizio che si fatica a non definire ideologico. La concertazione ha contribuito a risolvere i problemi del paese, non certo a crearli. Ce lo ricorda l’esperienza del ‘92-’93 con gli accordi dei governi Ciampi e Amato, che tirarono fuori l’Italia da un terribile vortice inflazionistico rilanciando crescita, occupazione e valore reale dei salari. Quel biennio pose le basi di un risanamento che ci permise di entrare da protagonisti in Europa e nell’Euro.

  • Concertazione, D’Antoni: “Da Monti cattiva ricostruzione storia”

    “La concertazione ha contribuito a risolvere i problemi del paese, non certo a crearli. Spiace sottolinearlo, ma dal presidente Monti oggi e’ arrivata una cattiva ricostruzione della storia italiana”. E’ il commento di Sergio D’Antoni dopo le dichiarazioni odierne del presidente del consiglio Mario Monti.

  • Ma serve concertazione

    Il decreto sulla spending review entra in questi giorni nel vivo del suo iter istituzionale. L’incontro di ieri dell’esecutivo con sindacati non deve essere considerato un rito, un “ultimo miglio comunicativo” prima del rush finale in parlamento, ma il primo passo di un percorso attivo e condiviso. Ci vuole vera concertazione. La modalità degli incontri meramente informativi con le parti sociali, deve lasciare il passo a un confronto costruttivo e realmente partecipativo. Un cantiere che abbia l’ambizione e il dovere di individuare e colpire il perimetro degli sprechi, distinguendolo dai capitoli del welfare e delle spese produttive, che invece vanno preservati e potenziati. Una sfida che può essere colta solo attraverso il coinvolgimento concreto e responsabile delle parti sociali al tavolo delle decisioni.

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