Interventi

Pagina 1 di 3123
  • La via della ricostruzione passa per il mezzogiorno

    Da problema a risorsa, da zavorra a chiave di volta della crescita nazionale, perché senza il Sud l’Italia non si salva. Questo il messaggio che sabato e domenica si leverà da Lamezia Terme, dove si svolgerà la conferenza nazionale del Partito democratico sul Mezzogiorno. L’evento arriva a pochi giorni dalla diffusione del rapporto sull’economia del meridione da parte della Svimez. Un vero bollettino di guerra che descrive un territorio sull’orlo della desertificazione sociale e industriale, in cui tutti gli indicatori di sofferenza si presentano più gravi rispetto al resto del paese. Così per la disoccupazione reale, che tocca 26 persone su cento; così per gli investimenti produttivi, che crollano del 13,5 per cento; così per i consumi, che subiscono una flessione di 3,8 punti percentuali. Il meridione sconta così il combinato disposto della peggior crisi dal dopoguerra e dell’impostazione leghista della compagine berlusconiana, che l’ha colpito sistematicamente nella folle convinzione che le realtà forti ne avrebbero tratto giovamento. Oggi vediamo con nettezza che è vero il contrario: senza politiche di coesione territoriali tutto il sistema-paese va a rotoli.

  • Una terapia d’urto per salvare il sud dalla crisi

    È al Sud che la crisi continua a infierire di più. Drammatica conferma arriva dai rapporti Bankitalia sullo stato di salute delle economie delle nostre Regioni. Un mosaico impressionante, ampiamente ereditato dal governo di Bossi e Tremonti, che indica nel Mezzogiorno il luogo dove tutte le criticità nazionali, si presentano amplificate all’ennesima potenza. In Sicilia, dove ogni mese vanno in fumo 3.400 posti di lavoro e il 27 per cento delle famiglie è sotto la soglia di povertà. In Campania, dove il Pil è arretrato dal 2008 di 9 punti percentuali e si registra il record nazionale in quasi tutte le aliquote fiscali. In Calabria, dove il tasso di occupazione giovanile non supera il 10,7 per cento.

  • Un patto redistributivo per la crescita

    Da una parte l’Istat, che denuncia una impennata vertiginosa degli italiani che vivono in baracca. Dall’altra la Guardia di finanza, secondo cui nel solo 2012 duemila evasori totali si sono spartiti 6 miliardi di euro. In mezzo un divario spaventoso, che offende ogni senso di giustizia ed è alla base della mancata crescita del nostro Paese. L’Italia ha assoluto bisogno di aprire una stagione di coraggiosa redistribuzione fiscale, sociale ed economica. Chi ancora ne dubitasse, non ha che da riflettere su questi dati.

  • Lavoro, D’Antoni: “Serve piano nazionale contro il nero”

    L’Italia ha immediato bisogno di un piano nazionale contro il lavoro nero e la disoccupazione. Di una strategia mirata e organica che affronti queste piaghe con strumenti e finanziamenti adeguati a quella che è la prima emergenza del paese

  • D’Antoni: “I poveri non sono tutti uguali, si vuole ridurre la social card al sud”

    Da Bari a Cuneo, i poveri non sono tutti uguali. Non per il governo Berlusconi, almeno, che si sta dando da fare in queste settimane per realizzare un rimodellamento della social card. La bozza del decreto di attuazione della nuova carta acquisti prevede infatti accrediti variabili a seconda della città di residenza del beneficiario. Si va da 40 a 130 euro al mese, con importi sempre più bassi man mano che ci si sposta da Nord a Sud. Solo per fare un esempio, se questo progetto andrà in porto chi vive in povertà assoluta a Catania, Palermo o Bari percepirà il 30 per cento in meno di chi si trova nelle stesse identiche condizioni a Verona, Milano o Genova. Una cosa indegna sul piano morale e incendiaria su quello sociale. La logica che sta dietro a tutto questo – sempre che la si possa chiamare così – è la stessa che fino a qualche tempo fa ha animato la lucida follia leghista delle gabbie salariali. In pratica, gli autori di questa trovata, sostengono che al Sud la vita costa meno e dunque non solo i redditi ma persino i sussidi di indigenza andrebbero modulati in funzione di questa convenienza. Una tesi infondata e del tutto strumentale, confutata più volte da i più importanti istituti nazionali, che hanno dimostrato come sia vero esattamente il contrario.

  • Infrastrutture, D’Antoni: “Matteoli dica la verità su sorte corridoio 1″

    Che fine ha fatto il Corridoio 1 transeuropeo Berlino-Palermo? E qual’è la verità sulle indiscrezioni che lo vedrebbero a un passo dalla cancellazione per stessa volontà del governo italiano?

  • Le mille contraddizioni di Tajani e Matteoli

    E’ un mistero davvero facile da risolvere quello della cancellazione del corridoio 1 Berlino-Palermo. Chi è il colpevole, il governo italiano o l’Europa? Quale il luogo del delitto, Roma o Bruxelles? Dobbiamo ringraziare Tony Zermo, che su queste colonne ha ridotto pubblicamente questo falso noir alla condizione che merita. Quello dell’ennesimo scippo perpetrato dal governo alla Sicilia. Le dichiarazioni rese da Tajani a questo giornale smontano impietosamente la tesi secondo cui sarebbe stata l’Unione europea a voler cassare il progetto. E le fredde smentite d’ufficio arrivate dal ministro Matteoli e da Castelli rafforzano solo la sensazione che l’esecutivo si stia arrampicando sugli specchi, rendendosi responsabile di un vergognoso scaricabarile sull’Europa per giustificare il nulla di fatto in tre anni.

  • Sud, D’Antoni: “Che fine ha fatto il piano del governo?”

    Che fine ha fatto il Piano per il Sud del governo Berlusconi? A chiederlo al ministro Fitto è Sergio D’Antoni. Il responsabile delle politiche del Pd sui territori, in una interrogazione in programma mercoledì, ripercorre le tappe di una vicenda iniziata nell’estate 2009, quando il presidente del consiglio annunciava per la prima volta “l’imminente varo” di un piano Marshall per il meridione.

  • Sud, D’Antoni: “Fitto riferisca alla camera su fondi fas”

    “Quanto rimane della dotazione del Fondo aree sottoutilizzate dopo tre anni di governo Berlusconi? Quasi nulla” a giudizio di Sergio D’Antoni, responsabile Pd delle politiche sui territori, che, in una interrogazione parlamentare, esorta il ministro Raffaele Fitto a “rendere noto l’impiego e lo stato di salute dei fondi nazionali destinati alla convergenza delle zone deboli”.

  • Sud, D’Antoni: “Credito imposta occupazione finanziato dal fas

    ‘Fondi nazionali al credito d’imposta per l’occupazione al Sud. L’incentivo per le imprese che assumeranno nel Mezzogiorno sara’ finanziato dal Fondo aree sottoutilizzate, in attesa che dall’Ue arrivi il via libera per l’utilizzo dei fondi strutturali’. Lo prevede un emendamento al decreto sviluppo firmato da Sergio D’Antoni e approvato in Commissione finanze della Camera.

Pagina 1 di 3123

Video Gallery Blog Rss