Europa

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  • Il Mezzogiorno leva dello sviluppo italiano

    La proposta del Pd è chiara: impegnare almeno 2 miliardi di fondi Europei degli 8 in scadenza nel 2015 su strumenti quali il credito d’imposta per gli investimenti privati e per quello relativo all’occupazione al Sud. Provvedimento che determinerebbe, secondo conti della Ragioneria dello Stato, un incremento del 4 per cento degli investimenti in macchinari al Sud dando lavoro a non meno di 200mila giovani meridionali, con effetti immediati e virtuosi sui consumi e sulla crescita economica di tutto il paese.

  • Quote latte, D’Antoni: “Tassa messa in conto al fas e ai più deboli”

    “Quattro miliardi e mezzo prelevati dalle realta’ deboli attraverso il Fondo aree sottoutilizzate e regalati a quattro furbi che hanno ignorato le regole europee. L’operazione compiuta sulle quote latte dal governo Berlusconi sotto dettatura della Lega lo scandaloso emblema di quella compagine antisociale e antimeridionale”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, componente della segreteria nazionale del Pd.

  • Euromed, D’Antoni: “Ue si doti di propria banca per sviluppo regione”

    “L’Unione europea deve dotarsi di una specifica banca che si occupi dello sviluppo delle nazioni emergenti del bacino Sud del Mediterraneo. Un organismo autonomo e sovrano che garantisca all’Europa un vantaggio strategico e un ruolo di primo piano nel processo di integrazione economica e sociale che coinvolgera’ nei prossimi anni la grande regione euromediterranea”. E’ quanto ha proposto Sergio D’Antoni, vicepresidente della commissione per gli affari economici dell’Assemblea parlamentare euro-mediterranea (Apem), in una riunione che ha visto partecipare, tra gli altri, il presidente della Commissione, Ali Ercoskun, il ministro degli affar Europei, Enzo Moavero, il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco e il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini.

  • Sicilia, D’Antoni: “Sblocco fondi Ue è svolta vera”

    “Un passo avanti importantissimo lo sblocco per la Sicilia di sei miliardi dai fondi strutturali concordato dal ministro Barca e la nuova amministrazione di Rosario Crocetta. Dopo gli scippi e i ricatti del governo Berlusconi, finalmente questi fondi tornano a dar forma a investimenti produttivi e politiche di sviluppo degne di questo nome, a cominciare dal finanziamento delle 20 zone franche urbane presenti sull’isola”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche del Pd sul territorio.

  • Non guardiamo con sospetto il voto del sud

    La grande affluenza alle primarie di domenica scorsa investe il partito democratico, e il futuro vincitore, della necessaria e forte legittimazione popolare in vista delle prossime elezioni politiche. Un risultato che premia la responsabile scelta di Pier Luigi Bersani di puntare fino in fondo su questo straordinario strumento. E che pone un punto netto, definitivo, sulle sterili polemiche relative alla presunta incompatibilità tra regole e ampia partecipazione. Una grande festa della democrazia, dunque. Che consegna al segretario una vittoria importante, che diventa grande nelle regioni a più alta sofferenza sociale. Bersani stravince al Sud. E con lui un partito impegnato da tempo a mettere il Mezzogiorno al centro della strategia nazionale di ricostruzione politica, sociale ed economica.

  • La Cgil non rompa il fronte sociale

    Sulla produttività è il momento di costruire ponti, non di aprire crepe. L’eventuale scelta della Cgil di non aderire alla piattaforma sottoscritta da molte altre organizzazioni sindacali e datoriali rischierebbe di indebolire un fronte sociale che deve assolutamente rimanere unito. Di allargare un solco faticosamente e responsabilmente colmato in questi mesi. E di determinare una fase di frammentazione che allontanerebbe il mondo del lavoro dal pieno coinvolgimento nel processo di rinnovamento che attende il paese.

  • Sicilia, l’ora della coesione

    E ora lavoriamo insieme per cambiare la Sicilia e l’Italia. La vittoria di Rosario Crocetta consegna al campo del centrosinistra, e in particolare al Partito democratico, una missione storica: guidare la regione e il paese in una stagione di sviluppo e rinnovamento partecipato. Una esigenza che si fa imperativa di fronte agli allarmanti dati sull’astensionismo e che impone la cooperazione responsabile di tutti i soggetti progressisti che sanno di poter dare un contributo. A cominciare dai deputati del movimento 5 stelle, oggi chiamati, in assemblea regionale, a un dialogo costruttivo, coerente e non ideologico.

  • Via la zavorra dal sud

    La recente e importante riprogrammazione operata dal governo di 3 miliardi di fondi europei per il Mezzogiorno ha rinvigorito il dibattito tra due modi di intendere l’intervento meridionalista. Da una parte c’è chi auspica una netta accelerazione del capitolo degli investimenti produttivi e delle politiche di coesione industriale. Dall’altra, chi invoca l’estensione di un approccio teso ai servizi, nella convinzione che la strada maestra passi per una assistenza sociale auto-sostenuta. Si tratta, in verità, di una falsa dicotomia. Questi due approcci possono e devono unirsi nella stessa prospettiva di sviluppo nazionale.

  • La falsa polemica sul Monti-bis

    È una contesa infruttuosa quella che da giorni sembra contrapporre i sostenitori del “Monti bis” al ritorno delle normali dinamiche della democrazia dell’alternanza. Una falsa polemica, perché ipotizza una dicotomia inesistente tra due impostazioni del tutto complementari. Da una parte l’esigenza di confermare la linea del rigore assicurata dall’indiscusso prestigio dell’attuale presidente del Consiglio. Dall’altra, l’urgenza di declinare questa azione di rigore all’interno di una visione pienamente politica, che nella prossima legislatura dovrà necessariamente essere orientata alla coesione e al lavoro. È proprio dall’incontro di queste due priorità che si individua il campo di intervento del prossimo esecutivo.

  • Sud, D’Antoni: “Bene Barca, fondi Ue su crediti d’imposta”

    “Fabrizio Barca dice bene: l’utilizzo dei fondi europei deve essere considerato un tassello di una strategia complessiva di rilancio del Mezzogiorno. Queste risorse vanno senz’altro orientate su concreti strumenti a sostegno dell’occupazione e della crescita produttiva, come il credito d’imposta per l’occupazione e gli investimenti”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile Pd delle politiche sul territorio e membro della segreteria nazionale del partito.

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